Q & A
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Determinare il successo o il fallimento di un individuo

Ti capita mai di guardare i bambini e gli adolescenti, che sorridono alla Vita, che si impegnano tanto, che credono nel futuro, che vanno verso la Vita e immaginano come vivranno, chi diventeranno?

E’ un esercizio intenso, perché ti costringe a guardarti dentro e ad essere sincero con te stesso: ti guardi, guardi la massa di adulti intorno a te e ti chiedi quanti di loro siano riusciti a dar seguito ai loro sogni, e quanti invece si siano ‘lasciati vivere’ e oggi siano solo l’ombra di se stessi. 

Stai vivendo la vita che qualche anno fa hai deciso di vivere?

L’individuo ha avuto successo o ha fallito?

Capita che ci siamo costruiti la nostra ’zona di confort’, diversa per ognuno di noi, in cui tutto sommato dai, stiamo a nostro agio, ci sentiamo al sicuro, protetti dalle nostre certezze, conosciamo ogni cosa, sappiamo cosa aspettarci. La nostra mente fa questo perché intende proteggerci. Allo stesso tempo diventa una limitazione ed un inganno. Oltre quel confine c’è altra Vita, non c’è esclusivamente pericolo e timore dell’ignoto. Ciò che in passato per noi è stato ‘pericolo’ adesso forse non lo è più ma la nostra mente ci mette in guardia.

Quanto potrebbe rivelarsi determinante ‘aggirare’ la nostra mente e uscire da questa area di protezione? In che misura desideri ritrovarti ad osservare quei ragazzini e rimanere deluso nel constatare chi sei in realtà diventato?

Non è detto che si stia sempre bene nella propria ’zona di confort’. Da cosa dipende quando preferisco starci dentro, anche se non mi piace? Per quale motivo non ho la forza di uscirne, di muovermi in qualche modo?

Fuori dalla ‘zona di confort’ ci sono le novità, ciò che deve essere cambiato. Il cambiamento è sinonimo di Vita, la vita è movimento, niente è immutabile e fermo, quindi anche noi cambiamo con Lei.

Uscire dalla ’zona di confort’ è di più, è spingerci in un territorio inesplorato che all’inizio ci lascia senza respiro perché ci propone cose a noi nuove, che non sappiamo cosa ci riservino, come e se possiamo gestirle, ma che poi diventano conosciute e piene di ricchezza.

Per intraprendere un cammino in un territorio fuori dal nostro recinto da dove partiamo? Come ci incamminiamo? Quale strada prendere?

Gli strumenti che possiamo utilizzare sono vari e vanno adoperati tutti perché presi singolarmente non bastano. E camminare con qualcuno accanto, un Coach, permette di mantenere la rotta dopo averla individuata e di sentirci meno soli in questa esplorazione.

Il Coach potrà farti riflettere su:

  • atteggiamento: il modo in cui reagisco ad una situazione. Ma cos’è l’atteggiamento?  Esso è reale o appiccicato? Non è forse il proprio TEMPERAMENTO a determinare in primis il mio atteggiamento?
  • volontà: la forza di volontà è una grande variabile, ogni volta che mettiamo tutti noi stessi in un obiettivo saremmo certi del risultato ed invece non è così poiché la nostra mente spesso ci boicotta. Allora diventa prioritario affrontare distinzioni, false credenze, condizionamenti, abitudini; come? Lavorando a fianco di un coach che ti sostenga nella tua personale ri-definizione, quella che tu decidi di intraprendere, sostenendoti durante i vari passi che farai e potenziando i tuoi punti di forza
  • devo o voglio: la vita in ogni circostanza ci mette davanti al ‘dover o voler fare’ qualcosa; la differenza starà nel sentire quel ‘dovere’ come spinta interiore verso ciò che ‘vuoi’ veramente, anziché come dovere senza un motivo, allora non solo la potremo fare bene, ma la vivremo anche bene e ciò produrrà ulteriore spinta 
  • conoscenza: è il motore di ogni mutamento, di ogni libertà. Solo conocenza può rimanere un terreno sterile se non accompagnata da azione. Quando pensi all‘azione ti fermi all‘intenzione di farla o agisci?