Un dizionario che ho consultato definisce così il modo di dire ‘bruciare i ponti’:
• “abbandonare un luogo, una situazione, un ambiente, un sistema di vita (io aggiungerei anche un’abitudine, un atteggiamento) facendo in modo da non lasciare alcuna possibilità di ritornare sulle decisioni prese.
Allude all’uso degli eserciti di bruciare o comunque ’distruggere‘ i ponti dietro di sé, allo scopo non solo d’isolare le località interessate, ma soprattutto d’impedire eventuali diserzioni da parte delle proprie truppe. Inoltre, la consapevolezza che la ritirata è impossibile darebbe più ferocia ai combattenti, inducendoli a battersi (aggiungerei, a crederci) fino all’ultimo. Va ricordato che in passato i ponti erano comunemente di legno, e a volte potevano essere semplici passerelle fatte di assi sostenute e ancorate per mezzo di robuste corde.” (Da qui L’uso del termine ‘Bruciare’)
Via via che costruiamo la nostra Vita vivendo, costruiamo dei ponti con il passato. Ammesso che questo Tempo passato esista, può succedere che questi legami con ciò che abbiamo vissuto continuino anche nel momento presente, assumendo in esso le più varie sfaccettature. Emozioni e ricordi perlopiù felici, oppure reazioni a vecchie ferite, forse per la maggior parte subite nel periodo dell’infanzia.
Oggi non ci resta che scegliere, dopo averli riconosciuti:
a. rimanere attaccati all’àncora sicura ma anche dolorosa delle emozioni passate
b. bruciare, ’distruggere’ i ponti e permetterci un nuovo inizio, qualsiasi sia l’ambito, la portata, il contesto, l’abitudine etc, con il/la quale vogliamo rompere definitivamente questo ‘legame’.
I ponti con il passato, e intendo quelli dolorosi, possono perciò regalarci una diversa visione e trasformarsi in trampolini di lancio: insomma possiamo provare a vederli come ‘quel che’ senza il quale non saremmo chi siamo ma soprattutto non diventeremmo chi stiamo per divenire. A noi la scelta….
Niente è bianco o nero, può essere rosa, rosso, verde, giallo…
Ma se il nero è proprio nero allora non resta che bruciare i ponti che tengono legati a quel passato e “battersi fino all’ultimo”, perché non resta scelta!
I ponti possono essere molti, ognuno ha i propri. Quali bruciare?? Quelli che ci legano ad esempio a:
- le ferite del dolore subito
- vittimismo
- abitudini o credenze errate
- continuare a fare gli stessi errori
Rompere questi legami con il passato è senz’altro un processo impegnativo e faticoso, ma conoscete forse una via verso un vero cambiamento, un vero rinnovamento, un nuovo inizio che non lo siano?
Con il coach sarete stimolati alla risoluzione di problemi, alla presa di responsabilità e all’efficacia del processo decisionale, sarete sfidati a partire e all’azione, perché solo con essa sarà possibile eradicare vecchi schemi e far radicare i nuovi.