4° talento (i talenti di un leader sono tanti, in questa mini serie ne tratto alcuni che secondo me sono interessanti da considerare, tuttavia la materia è veramente vasta ed esistono migliaia di libri e altre fonti dove poter approfondire il tema)
Anche i talenti, come ogni cosa nell’Universo, sono in continuo movimento quindi mutano.
In questo preciso momento c’è un magnifico talento che è utile, se non necessario alla sopravvivenza di un’azienda, di una società, ma anche di un gruppo e delle stesse persone nei vari contesti sociali.
Il talento di cui parliamo, in un momento in cui è fortemente richiesto un cambio di vita è:
la capacità di accogliere il Cambiamento
E’ appunto una legge fisica, una legge dell’Universo, forse il motivo per cui tutto esiste ed è come è. Cambiare, che tanto spesso oggi – inteso in questa Civiltà – ci spaventa e ci richiede grandi sacrifici, è insito nella natura umana. Proprio questo ci ha permesso di essere qui, di vivere oggi, e ci permetterà di evolverci.
Ma, cambiare infatti, spaventa, blocca. La paura dell’ignoto, il non sapere a cosa andiamo incontro è forse un pò come quando la preda si trova improvvisamente davanti il suo cacciatore: scappa? contrattacca? finge di essere morta?
Un buon leader è in grado di accogliere il Cambiamento come evento facente parte dei giochi.
Siamo nell’era del cambiamento discontinuo, l’unica cosa che non cambia è il cambiamento, che ci piaccia o no. Per cui chi saprà cogliere questa onda e saprà muoversi al suo ritmo, conducendo i propri ‘vicini’ lungo il movimento, non solo raggiungerà la riva ma conquisterà anche la fiducia e la collaborazione di chi è con lui.
La capacità di accogliere dunque il cambiamento è un ‘talento’ che può venir confuso con o inteso come una sorta di ‘sottomissione’ al cambiamento, ad una forza superiore che ci costringe a cambiare quando noi non ci pensavamo neanche lontanamente. In realtà questa virtù è da vedere come la capacità di ‘Essere Agente di Cambiamento’ in primis. Questo fa cambiare il punto di vista all’osservatore. Quando noi siamo agenti di cambiamento ‘attivi’, allora il cambiamento che è una costante nell’universo, non ci coglie più come qualcosa che subiamo, ma come qualcosa che, passami il termine, provochiamo noi stessi e ci trova pronti o comunque sulla strada giusta per agire il cambiamento, affrontandolo senza timore di sbagliare, con fiducia e azione. Questa può essere supportata e migliorata notevolmente attraverso il lavoro che facciamo con il coach.
Il coach accompagna la persona nella direzione del suo obiettivo, uno scopo vero, un traguardo che lei definisce volontariamente proprio nella prima fase del percorso.